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August 10, 2014

HENRICVS S.R.E. CARDINALIS DANTE





Sant'Agata dei Goti, Roma
(photos by Caeremoniale Romanum)

December 18, 2013

"Ministrare et dare animam suam" - Liturgia Pontificia





Iniciamos hoje uma série de matérias em 6 capítulos, que irá ser postado duas vezes por semana, nas segundas-feiras e quartas-feiras durante três semanas, sobre os Mestres de Cerimônias do Sumo Pontífice; seu surgimento na hierarquia da Igreja e suas funções na Cúria Romana; os grandes Mestres de cerimônias; e o corpo de cerimoniários do Sumo Pontífice e a sua atual estrutura.




Dando continuidade ao nosso estudo sobre os Mestres de Cerimônias do Sumo Pontífice, vamos conhecer hoje um pouco mais dos ofícios do Mestre das Celebrações Litúrgicas do Sumo Pontífice. O Mestre das Celebrações Litúrgicas do Sumo Pontífice, tem o ofício de zelar e preparar as celebrações litúrgicas presididas pelo Santo Padre nas Basílicas Papais Romanas, nas visitas às paróquias da Diocese de Roma, nas visitas pastorais no território italiano e nas viagens apostólicas ao redor do mundo. Cabe também ao Mestre de Cerimônias, o zelo pela Sacristia Pontifícia e Capelas do Palácio Apostólico (Capela Sistina, Capela Paulina e Capela Redemptoris Mater). É o oficial encarregado pelo Departamento das Celebrações Litúrgicas do Sumo Pontífice. De acordo com a Constituição Apostólica Pastor Bonus do Venerável João Paulo II (art. 182), o Magistri Caeremoniarum é nomeado diretamente pelo Romano Pontífice por um período mínimo de cinco anos podendo ser reconfirmado no cargo. 




Hoje é um dia mais que especial para Mons. Guido Marini, pois ele completa seus 46 anos de vida e boa parte dela dedicada a Igreja, por isso nessa data especial vamos conhecer uma pouco da trajetória eclesiástica do Grande Monsenhor Guido Marini, e sua carreira eclesiástica até se tornar o Grande Magistri Caeremoniarum.




Todos os amantes da Sagrada Liturgia da Igreja Católica, que buscam estudá-la de forma mais profunda se pega em certo momento apreciando fotos e vídeos, principalmente anteriores ao Concílio Vaticano II, e percebe nas cerimônias realizadas na Basílica Vaticana a presença imponente do Grande Magistri Caeremoniarum Enrico Dante, ao lado dos Sumos Pontífices desde o Papa Bento XV ao Papa Paulo VI.




Os Cerimoniários Pontifícios têm a função de ajudar o Mestre das Celebrações Litúrgicas do Sumo Pontífice na preparação e zelo das Cerimônias Pontifícias. A eles também compete zelar pelas celebrações litúrgicas que ocorrem no período de vacância da Santa Sé por mandato do Colégio Cardinalício. 




Encerramos hoje as postagens sobre essa figura importantíssima que é o Mestre de Cerimônias do Sumo Pontífice, conhecendo um pouco dos 10 (dez) Cerimoniários Pontíficios que são seus colaboradores diretos na preparação e execução das Celebrações Papais.

August 12, 2013

Enrico Dante - Fanone



Nella sua forma attuale è un ornamento proprio del solo Sommo Pontefice, che lo assume quando celebra solennemente, dopo l'ora canonica di terza. Consiste in una doppia mozzetta di seta finissima e oro, tessuta in strisce perpendicolari, una bianca, l'altra d'oro, congiunte fra loro da una terza più piccola di colore amaranto: un palloncino d'oro ne borda l'estremo sia superiore che inferiore: la mozzetta esterna ha inoltre ricamata una croce d'oro con raggi. Queste due mozzette sono cucite nella parte che circonda il collo, allacciandosi con un bottone le aperture corrispondenti alle spalle; ora non più, perché Pio X per comodità le fece separare. Nelle Messe pontificali, quando il papa ha preso il succintorio e la croce pettorale, il cardinale diacono ministrante gli impone la prima mozzetta del f., poi la stola, le dalmatiche, la pianeta, e sopra di essa la seconda mozzetta: in ultimo il pallio.

È molto difficile rimontare alle origini di questo ornamento. Confuso forse in principio con il manipolo, o con l'amitto (anabolagio), o con gli oralia, specie di fazzoletti o tovaglioli, che servivano ad asciugare il sudore del capo e perciò portati intorno al collo, passò nella forma attuale verso il sec. XIII. Precedentemente serviva a coprire il capo a guisa di cappuccio e vi si metteva sopra la mitra. Usava non solo nelle funzioni liturgiche, ma anche in circostanze profane, come in occasione di pranzi solenni, nella distribuzione del presbiterio. In un antico messale, di cui si ignora la data, della chiesa di S. Damiano in Assisi è detto che il papa mette sul capo il f. senza la mitra per la lavanda dei piedi il Giovedì Santo; e che il Venerdì Santo non usa il f. Pietro Aurelio, sacrista di Urbano V nel 1362, nel suo Cerimoniale romano dice che il papa mangiava in pubblico con il manto rosso e con il f. o orale sul capo sotto la mitra. Di Bonifacio VIII sappiamo che portava il f. sotto la mitra, e che fu sepolto con esso; lo stesso dicasi di Clemente IV morto nel 1268. Innocenzo III (nel De  mysteriis Missae, l. I, cap. 13) parla esplicitamente di questo ornamento che chiama orale: si è dunque al principio del sec. XIII. Qualche autore vorrebbe vedere il f. nella figura scolpita nella porta di bronzo nella cappella di S. Giovanni Evangelista al Laterano rappresentante Celestino III.

Vari autori vogliono che l'uso dei vescovi greci di coprirsi la testa con un velo, quando hanno assunto gli ornamenti principali, abbia dato origine al f. del papa; ma è cosa incerta. Altri, invece, e con essi lo stesso Innocenzo III, intendono far derivare il f. dall'ephod del sommo sacerdote ebreo, anch'esso tessuto di strisce d'oro e colorate, ma di diversa forma.

Con questa parola si designava anticamente un velo pendente da un'asta a guisa di bandiera, chiamato appunto gonfalone, stendardo, vessillo; oppure, secondo l'etimologia ecclesiastica, il velo pendente dal braccio dei ministri sacri detto manipolo, sudario, orale.

S. S. Pio XII parato per la Messa pontificale.
Il f. è la mantellina che il Papa reca sulla pianeta.


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Enrico Dante - Falda



Veste di seta bianca tendente al crema, lunga coda che il papa cinge ai fianchi, e si trascina per terra. Poco o nulla si sa delle sue origini e dell'epoca della sua assunzione a ornamento pontificale: ora esclusivamente riservato al papa. I diari di Alessandro VI (sul finire del sec. XV) ne parlano come di veste già esistente, e solo ne regolano l'uso. Anticamente si aveva anche una f. di lana che il pontefice portava nei giorni feriali e nelle domeniche di Avvento e di Quaresima; ma al presente la f. è solamente di seta. Essa è di due specie: una più corta, usata nei concistori segreti, nei quali il santo padre interviene in mozzetta e stola; l'altra, molto più grande, indossata dal papa tutte le volte che è vestito pontificalmente. Viene assunta dopo il rocchetto, nella camera detta "della f." presso la Sala dei Paramenti nel Palazzo Apostolico. Siccome l'una e l'altra sono molto più lunghe dell'altezza della persona e terminano con una lunga coda o strascico, è necessario sollevarla perché il papa possa camminare. Due protonotari di numero, o due uditori di Rota, secondo il cerimoniale, hanno l'ufficio di sollevare i lembi anteriori alla f., mentre due camerieri segreti sorreggono l'estremità laterali ed il principe assistente al Soglio l'estremità posteriore insieme al manto pontificale. La f. è usata dal papa tutte le volte che assiste o celebra solennemente la Messa o i Vespri, sia nella cappella del Palazzo Apostolico, che, una volta, nelle diverse chiese di Roma; cioè in tutte le funzioni sacre, in cui indossa i paramenti pontifici, come nella processione del Corpus Domini, lavanda dei piedi, apertura e chiusura della Porta Santa, concistoro, ecc.

Bibl: G. Moroni, s. v. in Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica; A. Battandier, Annuaire pontifical catholique, 23 (1907), pp. 7-11.

I protonotari apostolici sostengono la f. di S. S. Pio XII



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Enrico Dante - Formale



Chiamato anche razionale o pettorale, è una lamina di metallo, d'oro o d'argento, gemmata, della grandezza di una mano, che si porta sul petto dove si ferma ed affibia il piviale dei vescovi nella propria diocesi.

Molti autori lo vogliono derivare dal razionale del sommo sacerdote ebraico, il quale portava sul petto un ornamento chiamato appunto razionale con dodici diverse pietre preziose rappresentanti le dodici tribù d'Israele. Altri invece lo fanno derivare dalla parola di bassa latinità firmaculum, specie di fermaglio, fibbia che serviva per allacciare le vesti. Nulla è prescritto riguardo alla forma, così che gli orafi possono esercitare il loro talento nel cesellarvi sopra figure o simboli, intrecciarvi smalti e pietre preziose. Nei f. odierni è prevalso l'uso di rappresentarvi lo Spirito Santo sotto forma di colomba dalle ali spiegate: simbolo della sua assistenza al vescovo nel governo della diocesi: Il f. perché è esclusivo ornamento, come si è detto di vescovi nella loro diocesi, è dal cerimoniale dei vescovi vietato prete assistente, e ai vescovi non diocesani. Solo i cardinali vescovi suburbicari hanno il privilegio di portare il f. dappertutto, anche a Roma, sia che assistano al pontificale celebrato dal sommo pontefice; sia che essi stessi solennemente celebrino le funzioni liturgiche. Il loro f., secondo un uso molto antico, è costituito da una lamina di argento dorato sulla quale sono incastonate in linea perpendicolare tre nodi e pigne di perle. Anche il sommo pontefice usa il f. La più antica memoria di quello usato dai romani pontefici come ornamento liturgico l'abbiamo sotto Martino V, il quale se ne fece fare uno d'oro con figure su rilievo e gioie di grande valore da Lorenzo Ghiberti. Celebre tra gli altri f. papali quello che Benvenuto Cellini fece per ordine di Clemente VII. Rappresentava, come narra il Cancellieri, il Padre Eterno sedente, sopra un diamante di fondo di 136 grani sostenuto da vari angeletti e cherubini fra due zaffiri orientali di rara purezza e due balasci orientali con varie gioie. Di esso esiste solo una copia nella sacrestia pontificia, l'originale fu preso da Napoleone.

Al presente il papa ha tre f. diversi: uno di perle che usa quando porta la mitra a lama d'argento, ossia nei funerali e nelle domeniche di Avvento e Quaresima. (Da notare che le pigne di perle sanò disposte in triangolo). Il secondo, comune, che usa in tutte le funzioni, eccettuati i Vespri e le Messe pontificali, quando cioè il papa usa la mitra di lama d'oro; ed infine il prezioso che usa in tutte le funzioni più solenni e in tutti i Vespri e Messe pontificali, quando cioè mette la mitra preziosa. Questi due hanno la stessa forma: la lamina di forma ovale rappresenta lo Spirito Santo sotto forma di colomba raggiante, decorata di perle e di una guida di frondi di vite con grappoli d'uva, tra cui sono disposte in giro dodici pietre preziose: differiscono tra loro solo per la ricchezza e la varietà delle pietre.

Da notarsi infine il f. che si mette al piviale della statua di s. Pietro nella Basilica Vaticana il giorno della sua festa: è una lamina di argento dorato avente al centro una colomba dalle ali spiegate con raggi, rappresentanti lo Spirito Santo.


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Enciclopedia Cattolica, V, Città del Vaticano, 1950, col. 1520 (cf. Vocabolario liturgico)

August 11, 2013

Enrico Dante - Camauro





È una specie di berretto che copre tutta la testa ed anche le orecchie, che si adoprava fuori delle funzioni sacre. Nella forma attuale è privilegio esclusivo del Sommo Pontefice, che lo porta di velluto rosso filettato di ermellino nell'inverno, e di raso rosso in estate, come la mozzetta da lui indossata. L'origine non è certa. Alcuni autori, dalla parola latina camelaucium vogliono si chiami così perché è un copricapo fatto di peli di cammello. Altri vi vedono la definizione dell'effetto che doveva produrre il c. quella cioè di conservare il calore. Altri infine lo ritengono un ornamento femminile, che è passato poi, come la mitra e la tiara, ai prelati ecclesiastici. Nella sua forma primitiva era composto di quattro pezzi di stoffa, cuciti in forma di croce, abbastanza ampio sì da coprire anche le orecchie, come lo si trova in una medaglia di Alessandro VI. Non è certa l'epoca nella quale i papi cominciarono a portarlo. Nei medaglioni dei papi esistenti nella basilica di S. Paolo in Roma, vediamo che i primi papi che portano il c. sono i papi di Avignone Clemente V e Giovanni XXII. Il tipo variò secondo il gusto dell'epoca, ed anche secondo i desideri dei pontefici. Da Pio VI in poi i papi non lo portano quasi mai, ma usano lo zucchetto bianco. Il c. viene posto sul capo del pontefice defunto prima di essere vestito dei paramenti sacri per essere esposto al pubblico.


Paolo III con il c.
Particolare della tela di Tiziano - Napoli, pinacoteca


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August 10, 2013

Enrico Dante - Anello del Sommo Pontefice



1. GLI A. DEL SOMMO PONTEFICE. - Il Papa ha tre a. distinti : l'a. del Pescatore (piscatorio), l'a, pontificale, l'a. ordinario.

A. pontificale. - È simile all'a. che prendono i vescovi quando pontificano, ma è molto più ricco. Il Pontefice lo riceve dal cardinal vescovo assistente secondo le cerimonie proprie della Messa papale.

A. ordinario. - Come i vescovi, il Papa porta abitualmente l'a. alla mano destra. Il Venerdì Santo per la Messa dei presantificati il Papa si reca in cappella senza a. in dito e senza dare la benedizione: ciò deve anche osservarsi da tutti quelli che ne hanno l'uso, in segno di lutto per la morte del Signore.

Bibl..: F. Liceti, De annulis antiquis, II ed., Udine 1645: J.-A, Martigny, Des anneaux chez les premiers chrétiens et de l'anneau épiscopal en particulier, Mâcon 1858; M. Deloche, Le port des anneaux dans l'antiquité romaine et les premiers siécles du Moyen-âge, in Mém. Acad. Inscript, 35 (Parigi 1896).


A. papali del Rinascimento.

ANELLO del Pescatore - Sigillo di Niccolò III.
Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.


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July 29, 2013

Henricus Cardinalis Dante

July 20, 2010

Cardinal Enrico Dante (1884-1967) - Legendary Master of Papal Ceremonies




Birth. July 5, 1884, Rome, Italy. Son of Achille Dante, a devoted supporter of Giuseppe Garibaldi, the Italian patriot, and Zenaide Ingegni; she died when Enrico was 8 years old; he had a brother who was a missionary in Brazil.

Education. Secondary studies with the Fathers of Sion, Paris; Collegio Capranica, Rome, from 1901; Pontifical Gregorian University, Rome (doctorates in philosophy, theology canon law and civil law); Sacred Roman Rota, Rome (diploma of advocate rotale).

Priesthood. Ordained, July 3, 1910, church of S. Apollinare, Rome, by Giuseppe Ceppetelli, titular Latin patriarch of Constantinople, vice-gerent of Rome. Professor of philosophy at the Pontifical Urbanian Athenaeum "De Propaganda Fide," Roma, 1911 until 1928; and of theology 1928-1947. Official in the Sacred Apostolic Penitentiary, 1913. Member of the College of Pontifical Ceremoniers, March 25, 1914. In 1923, Pope Pius XI asked him to reopen the nunciature in Paris but he declined because he had two sisters in Rome and did not want to leave them behind. Substitute adjunct of the S.C. of Rites, October 26, 1923; substitute, September 28, 1930. Domestic prelate of His Holiness, May 15, 1943. Under-secretary of the S.C. Ceremonial, May 27, 1943. Prefect of pontifical ceremonies, June 13, 1947. Pro-secretary of the S.C. of Rites, January 24, 1959; secretary, January 5, 1960. Pastoral ministry in Agro Romano and in Torre Nova, as well as in the patriarchal Lateran basilica, Rome. Dean of the chapter of the church of S. Maria in Monte, piazza del Popolo, Rome. Administered the sacrament of confession for forty years in the church of Sacro Cuore al Suffragio, Rome. He was an enthusiastic athlete and helped to inaugurate the Rome soccer team; he was also a mountaineer. As papal ceremoniere he participated in the conclaves of 1914, 1922, 1939, 1958 and 1963 and the coronation of Popes Benedict XV, Pius XI, Pius XII, John XXIII and Paul VI. He was the first papal master of ceremonies to assist the pope in a consecration of a bishop, Gabriel Acacius Coussa, O.S.B.A., future cardinal, of the Byzantine rite.

Photo album


Episcopate. Elected titular archbishop of Carpasia, August 28, 1962. Consecrated, September 21, 1962, patriarchal Lateran basilica, Rome, by Pope John XXIII, assisted by Francesco Carpino, titular archbishop of Sardica, assessor of the S.C. Consistorial, and by Pietro Parente, titular archbishop of Teolemaide di Tebaide, assessor of the Supreme S.C. of the Holy Office. In the same ceremony were consecrated future Cardinals Cesare Zerba, Pietro Palazzini, and Paul-Pierre Philippe, O.P. Attended the Second Vatican Council, 1962-1965.

Cardinalate. Created cardinal priest in the consistory of February 22, 1965; received the red biretta and the title of S. Agata dei Goti, deaconry elevated pro illa vice to title, February 25, 1965. Pope Paul VI visited him in the hospital, where he was convalescing, on April 6, 1967.

Death. April 24, 1967, in the early morning, Rome. Buried, basilica of S. Agata dei Goti, Rome (1).

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Source: 'The Cardinals of the Holy Roman Church'